Festival del Conchiglione: 20 giorni dedicati a un’unica pasta
Dall’11 al 30 settembre entrambe le sedi della Cantina hanno servito cinque ripieni esclusivi per la conchiglia italiana, tra cui un ossobuco sfilacciato a cottura lenta.

Questo festival si è svolto dall’11 al 30 settembre 2026. Le prossime novità della casa saranno qui, nella pagina Novità.
C’è un tipo di piatto che non nasce dalla fretta. Il conchiglione è uno di questi: la grande conchiglia di pasta viene riempita una a una, coperta di sugo, infornata e lasciata dorare. In Italia è il cibo della domenica, quello che tutta la casa aiuta a preparare.
È questa preparazione che la Cantina do Délio ha messo al centro del menù tra l’11 e il 30 settembre, al Festival del Conchiglione. Per 20 giorni le sedi di Batel e Alto da XV hanno servito una carta esclusiva con cinque ripieni, alla carta, a pranzo e a cena.



Cinque ripieni, cinque strade
La carta è stata pensata per percorrere la cucina italiana da cima a fondo, dal classico più casalingo alla preparazione che nessuno si aspetta di trovare dentro una pasta.
- Gamberi ai formaggiR$ 129gamberi saltati avvolti in una cremosa fonduta di formaggi, il ripieno più generoso della carta
- Filetto, gorgonzola e funghiR$ 110filetto a cubetti con crema di gorgonzola e salsa ai funghi, gratinato fino a dorare
- Zucca e brieR$ 98zucca arrosto in crema, brie fuso e un tocco di noce moscata
- Ricotta e spinaciR$ 98ricotta fresca, spinaci e noci tostate, il ripieno più tradizionale della cucina casalinga italiana
- OssobucoR$ 98cotto lentamente nel suo sugo fino a sfilacciarsi e gratinato al parmigiano
L’ossobuco che ha lasciato il risotto
Se c’è un piatto che riassume il festival, è l’ossobuco. Simbolo della cucina milanese, arriva quasi sempre in tavola con risotto o polenta. Qui è stato cotto per ore fino a sfilacciarsi da solo e messo dentro la conchiglia, con il sugo della sua cottura. È stata la rilettura più inattesa della carta.

Da abbinare
Per il festival sono state scelte due etichette italiane, R$ 32 al calice e R$ 89 alla bottiglia. Il Corbelli Sangiovese, rosso dall’acidità viva e tannini morbidi, ha accompagnato il filetto e l’ossobuco. Il Corbelli Pinot Grigio, bianco, secco e agrumato, è andato con i gamberi, la zucca e la ricotta.
La pasta del festival è di Paganini, partner della casa da anni, e i vini arrivano da Porto a Porto.


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